Tutti sulla stessa barca!

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Nelle classi prime abbiamo fatto un’attività per cominciare l’anno scolastico immaginando di partire per un viaggio che durerà tre anni e dove il gruppo classe è una “ciurma” di una nave capitanata dal prof. Io ho la fortuna di avere una bella aula di arte, per cui posso dire di vedere il laboratorio dedicato alla mia disciplina come una nave con i suoi passeggeri, una nave che va curata, accudita, conservata al meglio per garantire un viaggio sicuro e indimenticabile.

Prima di tutto ho chiesto ai ragazzi di scrivere su un bigliettino con quale stato d’animo sono entrati nell’aula di arte, e molti hanno scritto stati d’animo positivi quali felicità, entusiasmo, curiosità, emozione, sorpresa.

Il tono è cambiato alla seconda domanda “ti piace disegnare? Pensi di esserne capace?”: qualcuno ha scritto che il disegno è la sua materia preferita e che è pure bravo, qualcuno ha scritto che il disegno non gli piace proprio, ma la maggior parte ha scritto mi piace disegnare con un grande MA….

“Mi piace ma non sono bravo, mi piace ma non sono capace, mi piace ma vorrei disegnare meglio, mi piace ma non sono abbastanza, non sono brava/o, non sono in grado, penso di non saper disegnare ecc…” Mi aspettavo queste risposte e quindi ho raccontato come l’arte non vada per forza ricercata nella perfezione, nella verosimiglianza, nel bello a tutti i costi! Studiando l’arte scopriremo come la cosa più importante per un artista è saper COMUNICARE, e per farlo ci sono infiniti modi.

Ho mostrato ai ragazzi alcune opere d’arte, e ho chiesto loro quale di queste immagini secondo loro esprimeva più gioia o più disperazione, e ho lasciato a loro l’interpretazione di queste opere dal punto di vista emozionale. Sono state rilevate l’angoscia, la rabbia, la calma, la libertà, l’ingiustizia, la leggerezza, la furia, la tristezza, l’allegria.

Insieme abbiamo letto una frase di David Hockney tratta dal libro “La via del disegno brutto” di Alessandro Bonaccorsi, e abbiamo ragionato sull’atteggiamento reverenziale che di solito abbiamo verso il bello, l’accurato , il perfetto: e se invece avessimo bisogno solo di un po’ di spontaneità? di sperimentazione svincolata dal prodotto finale?

Tra le cose che ho chiesto di scrivere c’era anche la domanda “Cosa vorresti poter dire alla fine dell’anno?” la risposta più bella è stata sicuramente “Vorrei essere orgoglioso di quello che ho fatto”. Ho disegnato un grande cartellone con una nave e ho messo tutte le loro risposte nella “stiva”, un portellone con una tasca che ho aperto sul fianco della nave. Riapriremo la stiva alla fine dell’anno per vedere se le loro speranze sono state esaudite.

Ogni studente ha poi disegnato se stesso su una figurina di carta sagomata, e ha posizionato la figura sul disegno. Poi insieme abbiamo ragionato e discusso sul perchè qualcuno si è messo in mare, qualcuno sul pennone, qualcuno nella stiva, in cima all’albero maestro, sulle nuvole o nella cabina di pilotaggio vicino a me. Ognuno ha scelto il suo posto per vari motivi, ma tutti siamo pronti per il nostro avventuroso viaggio.

Per finire ho rivelato cosa possiamo imparare insieme in questa aula e come possiamo affrontare il viaggio nel mare dell’ARTE!

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Casetta portapenne in ceramica

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