Restauro di antichi vasi greci

Il mondo del restauro è affascinante e complesso. Per anni ho lavorato come restauratrice e ho vissuto nel mondo del recupero delle opere d’arte danneggiate attraverso esperienze straordinarie come gli anni di studio alla Scuola Nazionale di Restauro dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Lavorando a scuola mi sono spesso chiesta come affrontare l’argomento del Restauro in classe e come far capire in modo semplice e chiaro le motivazioni e le procedure che stanno alla base del restauro di opere d’arte. La prima lezione che propongo è indirizzata ali ragazzi della prima media. Con loro abbiamo “restaurato” dei vasi antichi simulando la ricostruzione dei frammenti e il ritocco delle parti mancanti, secondo i quattro principi fondamentali del restauro:

  1. RICONOSCIBILITÀ’: qualsiasi parte aggiunta durante l’intervento deve essere distinguibile da quelle originali, pur senza arrecare disturbo alla visione d’insieme dell’opera.
  2. REVERSIBILITA’: qualsiasi intervento di restauro, deve poter essere rimosso senza danneggiare l’originale. Questo per non compromettere la possibilità di restauri futuri, e per non danneggiare l’opera con materiali irreversibili.
  3. COMPATIBILITA’:  i materiali impiegati nel restauro non devono recare danno né fisico  né estetico ai materiali originali.
  4. INTERVENTO MINIMO: l’intervento di restauro dovrebbe essere limitato al minimo indispensabile.

Ovviamente il nostro restauro è una simulazione e quindi ci siamo soffermati soprattutto sul primo principio che si attua nella fase del ritocco. Ho discusso con i ragazzi sulle motivazioni di questi principi e poi abbiamo ricostruito e ritoccato i vasi di carta, cercano di ottenere dei colori neutri simili agli originali sovrapponendo varie tonalità di colori con le matite colorate. L’effetto finale del ritocco deve essere armonico con il resto dei frammenti originali, ma anche riconoscibile, per evitare di creare un “falso”.

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