Il silenzio delle cose: dipingere come Morandi

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Con le classi seconde abbiamo esplorato l’universo poetico di Giorgio Morandi, immergendoci nelle sue nature morte fatte di silenzio e sospensione. Questo laboratorio ci ha permesso di lavorare sulle competenze cromatiche, imparando a osservare le variazioni tonali e a gestire i volumi attraverso il colore e la luce. Oltre all’abilità tecnica, l’attività ha stimolato una riflessione sull’educazione al guardare: trovare la bellezza e la complessità in oggetti quotidiani e apparentemente semplici.

Materiali Necessari:

  • Fotocopie di opere di Morandi
  • Carta da lucido e carta carbone
  • Cartoncino marrone (per il fondo)
  • Tempere e pennelli
  • Cartoncino nero (per la cornice)
  • Forbici e colla

Per iniziare, ogni studente ha scelto un’opera del maestro. Abbiamo lavorato su fotocopie in formato ridotto per creare delle piccole copie d’autore. Il primo passo è stato lo studio delle forme: abbiamo sovrapposto la carta da lucido alla fotocopia e realizzato un tratto lineare a matita, identificando non solo i contorni degli oggetti, ma anche i perimetri delle ombre, delle luci e di ogni variazione di colore presente nel quadro.

Una volta ottenuta la nostra “mappa” di linee, abbiamo trasferito il disegno sul cartoncino marrone utilizzando la carta carbone. In questa fase siamo stati molto precisi nel riportare anche il bordo esterno del quadro e tutte le tracce interne precedentemente individuate, creando una base perfetta per la successiva fase pittorica sul fondo colorato.

Siamo poi passati all’uso delle tempere, cercando di imitare l’impasto pastoso e i toni sommessi di Morandi. La sfida principale è stata la creazione della tavolozza: abbiamo messo in campo la nostra conoscenza sulla mescolanza dei colori, dando vita a grigi colorati e delicate gradazioni tonali attraverso un uso sapiente del bianco e del nero, cercando di ottenere la massima fedeltà cromatica all’originale.

Infine, per dare risalto al rigore compositivo delle nostre opere, abbiamo ritagliato il dipinto seguendo i bordi tracciati all’inizio. Abbiamo poi incollato il lavoro finito su un cartoncino nero, creando una cornice scura che valorizza per contrasto i colori tenui e la poetica del silenzio tipica delle nature morte morandiane.

Come creare i “Grigi Morandiani”

Per evitare che i grigi sembrino fango o semplice cenere, abbiamo imparato a crearli partendo dai colori primari e dai loro complementari, invece di usare solo il nero.

  • Il Grigio Neutro: Abbiamo iniziato mescolando i tre primari (Giallo, Rosso, Blu) in parti uguali per ottenere un bruno scuro, quasi nero, a cui abbiamo aggiunto il Bianco.
  • Variazioni Tonali: Per scaldare o raffreddare il grigio, abbiamo aggiunto una punta di colore extra:
    • Grigio Caldo: Una punta di rosso o arancio per i riflessi delle terrecotte.
    • Grigio Freddo: Una punta di blu o violetto per le ombre delle bottiglie di vetro.
    • Grigio Verde: Una punta di giallo e blu per le zone più spente e polverose.
  • Il Tocco di Bianco: Fondamentale per ottenere quella consistenza pastosa tipica di Morandi; il bianco non serve solo a schiarire, ma a dare corpo alla pennellata.

Scheda di autovalutazione

Gli studenti alla fine del lavoro sono stati invitati a compilare una scheda di autovalutazione che potete trovare qui sotto:

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