Personaggio ispirato a Dubuffet

Grazie all’idea del mio collega Luigi Santibacci, nelle classi prime abbiamo realizzato dei personaggi fantastici ispirandoci alle figure/sculture di Jean Dubuffet, con le sue inconfondibili sagome deformate, gli spessi contorni neri e i pattern a linee rosse e blu.

Dubuffet nel 1945 teorizza e introduce il concetto di Art Brut con lavori che sono spontanei, immediati, prodotti da persone prive di specifica formazione artistica: il termine infatti definisce l’attività creativa di “artisti loro malgrado”, che creano senza intenzioni estetiche, per una personale pulsione emotiva confluente in una comunicazione immediata e sintetica. 

Abbiamo quindi provato a imitare lo stile di questo artista senza preoccuparci delle proporzioni, della bellezza o della somiglianza con la realtà, imitando il suo inconfondibile stile. Oltre al personaggio abbiamo inventato un nome e disegnato tutto con le forme scomposte e incastrate l’una nell’altra tipiche di Dubuffet.

Per questo lavoro servono immagini delle opere di Dubuffet alle quali ispirarsi, e poi foglio, matita, gomma e pennarelli nero, blu e rosso.

Ecco i lavori dei ragazzi con i personaggi e i loro nomi fantasiosi: i primi disegni sono quelli della 1° E dell’IC Mezzolombardo-Paganella.

Budella di Adela, Pippi di Anna
Elefanto di Ariana, Sir Grasso di Davide
Pongo di Diletta, Octavia di Gabriele B.
Strongman di Gabriele G., Alibaba di Helen
Evarista di Maddalena, Pedon the Peron di Octavian
Acxaxel di Sara, Nessuno di Simone
Boss di Vanshpreet, Just di Adriano

Comments

  1. Ma quanti colori! Non conoscevo il personaggio….

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