In questo laboratorio abbiamo esplorato il nostro mondo interiore ponendoci una domanda ambiziosa: si possono disegnare le proprie emozioni? Collegandoci all’Obiettivo 3 dell’Agenda 2030 (Salute e Benessere), abbiamo capito che stare bene significa prima di tutto saper riconoscere ed esprimere ciò che sentiamo. Ispirandoci all’astrattismo lirico di Kandinsky e alla forza espressiva di artisti come Pollock e Klee, abbiamo trasformato l’invisibile in segni, forme e colori. Questa attività ci ha permesso di allenare la consapevolezza di ciò che proviamo, imparando che l’arte è un potente strumento per comunicare chi siamo davvero, oltre l’immagine esterna.
Materiali Necessari:
- Foglio da disegno 24×33 cm
- Cartoncino nero A4
- Acquerelli, tempere, pastelli a olio e matite colorate
- Pennarelli e penne
- Ritagli di carta per collage
- Forbici, colla e nastro adesivo
Siamo partiti preparando la struttura del nostro progetto: abbiamo tagliato un foglio da disegno a metà orizzontalmente e abbiamo unito le due strisce con del nastro adesivo per ottenerne una molto lunga. Questa base è stata poi piegata a fisarmonica in otto parti uguali per creare un leporello, un formato che permette di svelare o nascondere il contenuto proprio come facciamo a volte con i nostri sentimenti.
Abbiamo iniziato a far fluire le emozioni sul libretto in modo libero e personale, concentrandoci su stati d’animo come tristezza, gioia, rabbia e paura. Senza paura di sbagliare, abbiamo usato tecniche miste sovrapponendo acquerelli, pastelli e pennarelli. Alcuni di noi hanno dedicato ogni facciata a un’emozione diversa, mentre altri hanno creato un flusso continuo di colori che attraversa l’intero spazio rettangolare.
Per arricchire il lavoro abbiamo aggiunto scritte, frasi significative, collage e scarabocchi. L’obiettivo era creare un vero e proprio diario visivo dove le parole e i simboli aiutassero a dare un nome a ciò che sentivamo. Abbiamo cercato la massima varietà nei segni, usando linee spezzate per la rabbia, macchie ampie per la gioia o vuoti per la tristezza, valorizzando l’originalità di ogni interpretazione.
Infine, abbiamo creato la copertina ritagliando due rettangoli di cartoncino nero (13 x 9,5 cm) da incollare alle estremità del libretto. Sul fronte abbiamo applicato un’etichetta decorata con il titolo “La galleria di…” personalizzata con il nostro nome. Il risultato è un piccolo scrigno che custodisce il nostro “dentro” e che può essere esposto aperto o richiuso su se stesso.
I libretti che abbiamo realizzato mostrano un’incredibile varietà di emozioni e interpretazioni personali. Con abilità e passione, siamo riusciti a trasformare dei semplici fogli in una vera galleria d’arte tascabile: ogni leporello rivela il nostro mondo interiore attraverso l’uso sapiente del colore, del segno, della forma e della parola, centrando pienamente l’obiettivo di dare voce ai nostri sentimenti.
Per concludere il percorso, abbiamo realizzato dei brevi video per mostrare il movimento del leporello che si apre e si chiude, proprio come una galleria d’arte tascabile.
Rubrica di Valutazione
Abbiamo valutato i nostri capolavori seguendo questi criteri, per un totale di 10 punti:
| Criterio | Descrizione | Punteggio |
| Copertina | Realizzata con cura, completa di titolo personalizzato e nome. | 1 pt |
| Varietà Emotiva | Capacità di rappresentare e distinguere almeno 3 o più emozioni. | 2 pt |
| Tecniche Miste | Uso efficace e sovrapposizione di materiali diversi (acquerello, pastello, ecc.). | 2 pt |
| Elementi Narrativi | Inserimento creativo di scritte, citazioni e inserti a collage. | 2 pt |
| Originalità | Ricerca di segni e forme personali, evitando soluzioni banali. | 1 pt |
| Precisione Tecnica | Accuratezza nella piegatura del leporello e nel montaggio finale. | 1 pt |
| Puntualità | Rispetto dei tempi di consegna previsti per il laboratorio. | 1 pt |































